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Quando si va alla
ricerca delle origini dei centri costieri del piceno si incontrano
spesso grosse difficoltà derivanti dalla mancanza di fonti valide
e di documenti diretti. E' questa una delle ragioni per cui sulle
origini di Porto San Giorgio si sono fatte varie ipotesi.Alcuni
studiosi sostengono che le sue origini risalgono ad una colonia di
pescatori veneti o dalmati, stabilitisi sulle falde del piccolo
monte che ora sovrasta l'abitato, il così detto Monte Caccione o
Cacciù. Tale ipotesi si basa sul fatto che cognomi veneti più o
meno corrotti si rintracciano fra gli attuali della popolazione.
Si può aggiungere che è molto suggestivo anche il fatto che il
rione in cui si svolgeva la vita marinaresca fu denominato,
secondo l'uso veneto: Squero. Ma queste rimangono ipotesi. Invece
è accertato storicamente che nel sec. XII Porto S. Giorgio
esisteva con il nome di Castel San Giorgio, e che nel 1164 passò
in proprietà del Capitolo Metropolitano di Fermo, da cui verso la
metà del sec. XIII fu ceduto alla comunità di Fermo. Circa la
denominazione del paese dal santo protettore San Giorgio, nulla si
sa di sicuro. E' possibile che , trattandosi di un luogo
fortificato, dato lo spirito religioso del tempo, si pensò di
intitolarlo e dedicarlo ad un santo guerriero.
Di certo c'è che Fermo, nel Medioevo città potentissima, volle
premunirsi contro la possibilità di sbarchi di barbari e turchi ,
così che fortificò lo sbocco della valle del Fosso Rivo, che
rappresentava il più comodo e diretto accesso alla città dalla
parte del mare. Difatti la Rocca, che attualmente sovrasta la
cittadina, fu eretta nel 1267 dal Governatore di Fermo, di origine
veneta, Lorenzo Tiepolo futuro Doge veneziano.
La storia di Porto San Giorgio da allora in poi si può dire si
riassuma in una serie di tentativi di conquistare l'autonomia dal
dominio fermano, autonomia che fu concessa e ritolta con vicende
alterne che valsero ad inasprire i rapporti fra i due paesi e a
dare origine ad attriti e conflitti. Solo molto tempo dopo
l'annessione delle Marche al Regno d'Italia, Porto San Giorgio potè
riottenere almeno in parte il suo territorio con la legge in data
18 novembre 1887, proposta e strenuamente sostenuta in parlamento
da Mauro Macchi.
Per chi volesse fermarsi alcuni giorni a Porto San Giorgio saremo
lieti di darvi alcuni suggerimenti, vi accorgerete che non è solo
una stazione balneare tra le più importanti delle Marche , ma è
anche una cittadina che racchiude attraverso i suoi monumenti
diversi secoli di storia. Si entra nell'abitato per Corso
Garibaldi sboccando nella Piazza di San Giorgio , dalla quale si
può ammirare la bella Fontana. Dietro vi sorge la Torre
dell'Orologio e la Chiesa di San Giorgio, costruita intorno al
1840.Per il cancello a destra della chiesa si sale alla Rocca,
eretta nel 1276 da Lorenzo Tiepolo, futuro doge della Serenissima,
poi restaurata nel 1935.
Continuando a destra si incontrano il settecentesco Palazzo
Comunale con Torre e, svoltando a sinistra, di fronte ad esso la
Chiesa del Suffragio, costruzione classicheggiante dei primi del
sec.XVII, all'interno si può ammirare la tela di F. Trevisani.
Oltrepassato un arco gotico del vecchio porto fermano a destra si
scorge la bella Villa Pelagallo, appartenuta a Girolamo Bonaparte,
fratello di Napoleone.
Dalla piazza, seguendo invece a sinistra il viale Buozzi, si
raggiunge al di là della stazione ferroviaria piazza Mentana con
il monumento ai caduti, la quale si apre sul lungomare.
Collegamento
al sito del comune di Porto San Giorgio.
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